I luoghi da visitare, anche in caso di pioggia!
| Principali Musei | |
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In una bella palazzina Liberty è ospitato questo affascinante museo che ha ottenuto il premio europeo come Museo dell'Anno nel 1993. In 12 sezioni, il museo ripercorre la storia dell'olivo e del suo frutto e documenta l'impiego dell'olio (per l'illuminazione, il riscaldamento; l'uso alimentare, cosmetico, medicinale). Suggestiva la parte dedicata alla olivicoltura con la ricostruzione di un frantoio a trazione animale e a trazione idraulica. Sono esposte numerose oliere (collezioni Carli), tra cui spicca un manufatto parigino in argento cesellato del 1819-1838 e le diverse giare in ceramica. |
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Il
nuovo allestimento del Museo Civico Archeologico di Diano Marina, inaugurato
il 5 settembre 2004, è stato ideato e realizzato dall’Istituto
Internazionale di Studi Liguri in accordo con l’Amministrazione
Comunale e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria. Nel
Museo, articolato in nove sale espositive e una sala multimediale, vengono
presentati i materiali rinvenuti nel comprensorio dianese, da Capo Berta
a Capo Cervo, riferibili ad un arco cronologico che va dalla preistoria
alla tarda romanità. |
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Il museo occupa il piano rialzato del duecentesco Castello dei marchesi di Clavesana e ordina reperti dell'Otto-Novecento che ricostruiscono scene di vita quotidiana. Sono documentati l'ambiente tradizionale della casa, il lavoro agricolo e artigianale, le attività marinare. |
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Nato nel 1980 e situato presso l'ex palazzo del Comune (1840), il museo in poco tempo ha catturato l'interesse dei visitatori italiani e stranieri per l'attenta ricerca e per la capacità di valorizzazione dei reperti. E' articolato in 14 sezioni che custodiscono un ricco patrimonio di testimonianze delle tradizioni marinare liguri e nazionali. Vi si trova materiale relativo alla modellistica, alla cartografia, alla cantieristica navale. All'interno, anche una sala delle uniformi, una dedicata alla vela oceanica, una alla marina da guerra e una alla navigazione a vapore. In allestimento un gabinetto fotografico e le sezioni di malacologia, pesca, palombaristica e archeologia sottomarina |
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Il
museo ospita reperti archeologici provenienti dal complesso delle caverne
dei Balzi Rossi, di notevole importanza preistorica, dove sono state rinvenute
tracce della presenza dell'uomo da 240000 anni fa fino al mesolitico.
Sono esposti oggetti, strumenti e forme artistiche primitive. Da segnalare
la Triplice sepoltura: gli scheletri di un adulto, un giovane e un fanciullo
del paleolitico superiore, sepolti nella stessa fossa coWellness Centerrsi di ocra
rossa e accompagnati da un ricco corredo che comprende conchiglie marine,
canini di cervo, pendagli in osso e il frammento di osso iliaco di una
donna adulta preneandertaliana. |
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Istituito nel 1987, il museo è situato nelle vecchie carceri ed è suddiviso in sei cicli: la vita nei campi, la storia del castagno, la cucina nella sua primitiva struttura, il latte e la sua lavorazione, il vino e la leggenda e la storia delle streghe. I documenti conservati testimoniano la caccia alle streghe avvenuta nella zona tra il 1587 e il 1589, fra persecuzioni e torture. Particolarmente interessante è la sezione archeologica del museo, dove sono esposti i reperti rinvenuti nell'Alta Valle Argentina. |
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Il Palazzo Peloso Cepolla è stato donato al Comune dall'ultimo erede della famiglia, nel 1946. Vi è allestito un museo che conserva reperti della più grande nave da trasporto romana ritrovata nel mare di Albenga e naufragata tra il 100 e il 90 a.C. a un miglio dalla costa presso l'antica foce del fiume Centa. Sono stati inoltre recuperati oggetti d'uso personale dell'equipaggio e della scorta armata presente a bordo (elmi) oltre a delle anfore vinaie intatte, alcuni resti lignei e metallici. |
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| Luoghi di interesse naturalistico | |
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Risalendo la Val Varatella, poco oltre Toirano, si incontrano i contrafforti di un massiccio calcareo di dolomiti grigie, solcato da una serie di valloni, in cui si aprono oltre 150 caverne naturali, tutt’oggi oggetto di ricerca da parte di studiosi internazionali. Il complesso delle grotte di Toirano, aperto al pubblico nel 1953, dopo le opportune opere di sistemazione, è gestito direttamente dal Comune e costituisce oggi una delle maggiori attrattive che l'entroterra della Riviera Ligure di Ponente offre al turismo italiano, con un numero di visitatori superiore alle 110.000 unità all'anno. |
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I
Giardini furono realizzati a partire dal 1867 grazie alla passione dal
viaggiatore inglese Sir Thomas Hanbury. Dopo avere fatto fortuna a Shangai
egli decise di stabilirsi sulla costa ligure ed acquistò dapprima
il palazzo dei marchesi Orengo di Ventimiglia, tuttora esistente, successivamente
i terreni circostanti su cui volle realizzare uno splendido giardino con
specie botaniche raccolte in ogni parte del mondo. |
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L'acquario
più grande d'Europa. |
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Varie pinacoteche, mostre permanenti e luoghi di interesse artistico e culturale sono presenti nella provincia di Imperia e zone limitrofe. Per conoscerli tutti fate riferimento ai seguenti link, chiedete presso un ufficio informazioni o direttamente alla reception dell'albergo, dove potete ritirare diverso materiale informativo. |
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| Principali borghi da visitare nelle vicinanze | |
| Valli Dianesi, colline olivate tra fasce coltivate e mare | |
| Diano San Pietro, con la chiesa fortificata contro i pirati barbareschi. | |
| Diano Castello, abitato medievale con un sottosuolo pieno di segreti. | |
| Villa Faraldi, con la chiesa di San Lorenzo, residenza del grande scultore norvegese Fritz Roed. | |
| Riva Faraldi, tra frantoi antichi. | |
| Deglio, i pastori ed il Prato dei Coppetti. | |
| Cervo, semplicemente uno dei borghi più belli d'Italia. | |
| Valle Impero, tra castelli e torri, a difesa del territorio | |
Bestagno e le rovine del castello. |
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| Candeasco e le sue golose "bugie". | |
| Pontedassio ed il biscotto, presidiato dallo Slow Food. | |
| Maro Castello, con i resti della fortezza a difesa della valle, distrutto nel 1625 dagli Wellness Centergnoli, alleati con i Genovesi. | |
| Borgomaro, tra antichi frantoi e la vita di campagna. La chiesa di S. Nazario e Celso, con elementi del XII sec. | |
| Lucinasco, il laghetto e le quattrocentesche chiese di S. Stefano e della Maddalena, immersa nel bosco. | |
| Conio, il castello dei Conti di Ventimiglia ed i famosi fagioli, presidio Slow Food. | |
| Valle Arroscia, al confine col Piemonte, tra splendori d'arte religiosa, terra di passaggio di numerose civiltà...e marmotte | |
| La chiesa di S. Pantaleo, con gli affreschi attribuiti a Pietro Guido da Ranzo. | |
| L'oratorio della Madonna delle Vigne di Ranzo, con un polittico opera di Filippo da Ranzo, figlio di Pietro. | |
| Gavenola, la chiesa di S. Colombano di Gavenola e le Milizie Celesti. | |
| Pieve di Teco, cuore della valle, con la collegiata dedicata a S. Giovanni Battista, i portici storici, la chiesa della Madonna della Ripa con la mostra permanente "Maschere di Ubaga". | |
| Rezzo, il bosco ed il santuario di N. S. del Sepolcro o della Natività di Maria Santissima di Rezzo con i dipinti murali, tra i quali la Passione di Cristo, creato da Pietro Guido da Ranzo. | |
| Villa e la chiesa quattrocentesca di S. Dalmazzo che custodisce la statua della Madonna con il Bambino circondata da una cornice con la serie di misteri del Rosario (1490-1500). | |
| Mendatica e la chiesa di S.ta Margherita | |
| Val Prino, la Via del Sale ed i magnifici edifici sacri | |
| Montegrazie, la chiesa della SS. Annunziata con affreschi di Carlo Braccesco, il Santuario di Nostra Signora delle Grazie, costruita a partire da una torre anti-saraceni ed arricchita da affreschi di Tommaso e Matteo Biazaci da Busca e da Pietro Guido da Ranzo. | |
| Moltedo, con la chiesa di S. Bernardo che custodisce il quadro Sacra Famiglia di Antonio Van Dyck. | |
| Vasia, la chiesa romanica di S. Anna, la chiesetta di S. Martino. | |
| Prelà ed il trecentesco castello dei Lascaris. | |
| Pantasina e la chiesa della Trasfigurazione. | |
| Molini di Prelà e l'arte nella chiesa di S. Giovanni Battista del Groppo. | |
| Dolcedo, i frantoi, il Ponte dei Cavalieri di Malta, la chiesa di S. Tommaso, il Banco della Ragione con le unità di misura per olio e vino del 1613. | |
| Monte Faudo, la cappella di S. Brigida. | |
| Lecchiore, il Santuario della Madonna dell'Acqua Santa ed i laghetti nel bosco dove tuffarsi nel rispetto della natura. | |